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domenica 18 novembre 2012

Piña colada dessert


La piña colada è un cocktail che basta assaggiarne un sorso per sentirsi piacevolmente inebbriati, a fantasticare di godersi il tramonto su una lunga, bianca spiaggia caraibica. E’ composto da ananas frullato, batida de cocco e rum. A me piace talmente tanto che ho voluto persino la mia torta nuziale con questi gusti!
 
 

Oggi vi propongo un dessert freschissimo con questi tre sapori e vi suggerirò due maniere per farlo: una con del gelato ed una con una salsa. La base di questo dolce è un biscotto al cocco, di quelli buonissimi, leggeri, senza farina, senza grassi, solo cocco, che sfornano anche sulle bancarelle della fiera europea sul pubblico passeggio. Un dolce adatto anche le persone che soffrono di celiachia. Utilizzerete la ricetta del biscotto al cocco in infiniti modi: nel latte del mattino, come dopo pasto e come consolazione, a vostra discrezione; il vostro unico problema sarà smettere di mangiarne. Il cocco piace a tutti! In questo caso suggerisco di creare i biscotti a dimensione di una pallina di gelato, in modo che si possa comporre armoniosamente l’insieme, ma per altri scopi potete farne palline piccole come praline e metterle, una volta cotte, in pirottini di carta, come le vere praline di pasticceria: offritele per un tè per avere una presentazione curata. Potete comprare i pirottini anche al supermercato oppure fare gli occhi dolci al vostro pasticcere.

Ingredienti per i biscotti al cocco

250 gr di farina di cocco
180 gr di zucchero
5 cucchiai fecola di patate

3 uova

Preparazione:

Montate con una frusta le uova intere e lo zucchero. Mescolate fino ad ottenere una crema chiara.

Quindi unite la farina di cocco e mescolate. Il composto dovrebbe essere ancora troppo bagnato, perciò aggiungete circa cinque cucchiai di fecola di patate, o comunque una quantità sufficiente perché risulti un amalgama ancora umido ma lavorabile.

Formate delle palline del diametro di circa cinque centimetri, sistematele sulla placca del forno ricoperta di carta apposita e infornate 10’ a 170° avendo cura di lasciar raffreddare completamente a forno chiuso. Questo permette il formarsi della crosticina all’esterno ma di mantenere umido l’interno.
 
 

Variante A

Sistemate il biscotto un una ciotolina  e bagnatelo con quattro cucchiai di rum. A lato, o sopra, se vi sentite verticalisti, aggiungete una pallina del miglior gelato all’ananas che possiate recuperare. Potete spolverare con poca farina di cocco per presentare il dessert. Inutile dire che se possedete una gelatiera è meglio prodursi il gelato per conto proprio seguendo le indicazioni che sicuramente saranno comprese nel ricettario in dotazione con la vostra macchina. Io non la possiedo perchè sono sufficientemente in sovrappeso così.

Variante B

Mondate accuratamente un ananas avendo cura di non sceglierlo troppo acerbo. Riducetelo grossolanamente in pezzi e frullatelo assieme a quattro cucchiai rasi di zucchero di canna e due colmi di fecola o altro addensante. Per conferirgli un colore giallo più dignitoso, potete impiegare un colorante alimentare: si compra in tutti i supermercati.

Una volta frullato bene l’ananas, mettetelo a fuoco basso, rimestando di continuo perché non attacchi e non si formino grumi. Fatelo raffreddare completamente tenendolo in frigorifero. Prima di servire aggiungete alla crema di ananas circa quattro bicchierini di rum, o comunque la quantità di rum che trovate gradevole, assaggiando, a seconda dei gusti vostri e dei commensali.

Ora assemblate il dolce in questa maniera: sistemate un biscotto al cocco in una ciotolina, versatevi quattro bei cucchiai di salsa e spolverate con farina di cocco.



Buon appetito

Francesca

lunedì 29 ottobre 2012

Halloween tra amiche

Ieri sera le ragazze ed io ci siamo trovate a casa della carissima Sara e abbiamo festeggiato Halloween un po' in anticipo ma alla grandissima. La mia amica Sara è una ragazza all'apparenza dolcissima, ma forte e profonda come le radici di una quercia affondate nel terreno e io la stimo molto. Amica, ieri sei stata accogliente e disponibile, come sempre,  ed io mi sono divertita un mondo nella nostra atmosfera... spooky!

Non vi propongo alcuna ricetta, ma solo alcune idee se ne foste all'asciutto per mercoledì. Io festeggerò a casa e credo proprio che replicherò i wurstel mummificati nella pasta sfoglia che mio marito adora... anni e anni di sofisticazione culinaria e poi Lui vuole dei wurstel...
 

Abbiamo decorato la casa con tulle colorati, sagome in feltro, pipistrelli di plastica e mosche finte... disgustose! L'illuminazione era fornita da candele, candeline arancioni e viola, una fantastica zucca intagliata dal marito di Sara (pazzesca!!) e delle zucchette di plastica a pile che producevano luce intermittente. E poi sulla tavola un runner arancione, tovagliolini neri, arancio e viola... insomma una vera casa degli orrori!
 
 
 

Passiamo al succo... abbiamo mangiato bicchierini con sputo d'orco e fango (mousse di piselli all'origano e crema di zucca e curcuma),
 
fatto l'aperitivo con terrifici occhi di strega nel suo sangue (Sanbitter adeguatamente migliorato con cointreau e per decorare uva rosata riempita con olive da cocktail e lychees con mirtilli o ribes).


 
E poi ancora wurstel e pizzette avvolte nelle loro bende da mummie, fatti da Sara.
 

Il piatto forte era un risotto con zucca, porcini e taleggio... ma era così buono che non abbiamo fatto in tempo a documentarlo fotograficamente... seguito da palline di melma (ricotta e caprino con granella tostata di nocciole e rucola intera rotolate nel pesto).
 

Sui dolci mega divertimento. La padrona di casa ha fatto dei fantastici cupcake a forma di ragno e altri con marzapane e teschietti, inoltre dei bicchierini "camposanto" in cui dei vermi di gelatina uscivano da un budino e riso soffiato al cioccolato, che impressione! Elisa ha portato le ossa dei morti: biscotti burrosissimi con farina finissima di mais.
 
 
 


Per finire, sul sito di Martha Stewart ho trovato l'idea per abbellire un punch con mele intagliate e passate sotto il grill del forno... non fanno paura??
 

Buon appetito e buon Halloween

Francesca

mercoledì 24 ottobre 2012

Frolla montata e biscotti dorati a cornice

Continua il mio flirt con la pasticceria... diventerà una lunga storia d'amore? Chissà, nel frattempo ho sperimentato un altro tipo di pasta frolla (Montersino docet) ideale per creare la pasticceria da tè e molto versatile per rivestire vari stampi perchè esce direttamente dal sac a poche. In questo tipo di frolla la percentuale di burro sulla farina è ancora più alta che negli altri casi: può arrivare fino al 70%, ma non oltre o il prodotto finito avrebbe una consistenza non maneggiabile.

Ho poi usato la frolla montata per creare dei biscotti a forma di cornici di quadro per un buffet di beneficienza organizzato con gli Amici dell'Arte di Piacenza in cui i quadri offerti dagli artisti venivano venduti per devolvere il ricavato alle zone terremotate.

Avevo il problema di rendere le cornici il più realistiche possibile. La prima idea prevedeva una frolla normale ritagliata, glassata con ghiaccia reale appena colorata d'oro e poi decorata con ghirigori più pigmentati, ma, non essendo un'esperta decoratrice, il mio cervello è rimasto attivo per trovare un'altra soluzione. Ed è arrivata, una notte alle 4 e con mia grande soddisfazione. Infatti facendo uscire la frolla da una bocchetta dentellata potevo finalmente ottenere dei ricami tridimensionali che ricordassero le cornici barocche. Li ho semplicemente decorati a secco con del colorante dorato in polvere ed un pennello.


 

Ingredienti:
280 g di burro esclusivamente, rigorosamente a temperatura ambiente,
50 g di zucchero a velo,
125g di tuorli a temperatura ambiente
300g di farina 00,
semi di vaniglia,
scorza di limone a piacere.

Preparazione:
Montate il burro.
Aggiungete lo zucchero a velo e montate bene il tutto fino ad ottenere una pomata bianca. Incorporate i tuorli a temperatura ambiente.
Solo ora aggiungete 300 g di farina, la vaniglia e la scorza di limone.
Senza attendere il tempo di riposo,  mettete nel sac a poche e, su un foglio di carta da forno, date ai biscotti la forma che preferite, nel nostro caso cornici barocche.
Adesso devono riposare in frigo per stabilizzare il burro prima della cottura a 180° in forno statico. Non devono colorarsi, ma essere appena cotti, in base allo spessore bastano circa 15'.
Lasciate raffreddare alla perfezione.
Ora, con un pennello, passate delicatamente il colorante dorato in polvere. Questo si depositerà soprattutto sui rilievi conferendo ulteriore tridimensionalità e preziosità alle cornici, Volendo, potreste legarle con nastrini di raso colorati a seconda dell'occasione ed appenderli... magari all'albero di Natale.

 
 


Buon appetito!
Francesca

martedì 23 ottobre 2012

Biscotti lollipop

Diverso tempo fa avevo acquistato gli stecchini per i leccalecca e non li avevo ancora usati. Sabato scorso, però, sono stata invitata ad una cena per il compleanno di mio cugino e ho pensato che l'occasione era abbastanza festosa per sfoggiare un articolo del genere.



Non è facilissimo maneggiare la frolla per realizzare queste girelle, ma il risultato mi è piaciuto molto. Ho preso l'idea dal sito di Giallo Zafferano, ma ho dovuto correggere la ricetta.
Invece del cacao potete usare del colorante alimentare e alternare la frolla neutra con una rosa o azzurra o...

Ingredienti:
500 g di farina 00
400 g di burro a temperatura ambiente
due tuorli a temperatura ambiente
200 g di zucchero a velo
20 g di cacao amaro
i semi ricavati da un baccello di vaniglia
un pizzico di sale

Preparazione:
Dividete in due tutti gli ingredienti tranne il cacao. Preparate la frolla bianca mescolando nell'ordine: burro, zucchero, uovo, vaniglia, sale e farina.
E ora la frolla al cacao: seguite lo stesso ordine di ingredienti inserendo il cacao prima della farina.
Lasciate riposare mezz'ora in frigorifero.
Da ora ricordate di lavorare con molta farina perchè si stacchi bene dalla spianatoia.
Stendete le due frolle tenendole alte mezzo centimetro  e cercando di conferire loro una forma a rettangolo più simili possibile tra di loro.
Ora sovrapponete le due frolle su un foglio di pellicola e ritagliatele in modo che i due rettangoli diventino uno solo a due strati di colori.
Arrotolate in modo da mantenere il lato maggiore steso, ovvero il vostro rotolo avrà la stessa lunghezza del rettangolo da cui è stato ricavato. Aiutatevi con la pellicola.
Lasciate riposare in frigo, avvolto dalla pellicola, per un'ora. Intanto preriscaldate il forno statico a 200°.
Tagliate il rotolo a fette spesse un centimetro/ un centimetro e mezzo. Inserite lo stecchino tenendo una mano sulla rotella per avere maggiore sensibilità sulla direzione che sta prendendo lo stecchino.



Sistemate i biscotti su una teglia con un foglio di carta da forno e infornate. Abbassate a 180°. Cuociono in 15'.
Lasciate raffreddare completamente e conservateli  in frigo prima di servire.

Buon appetito!

Francesca

venerdì 19 ottobre 2012

Souvenir d'été: composta di pesche e lavanda


Ieri dal fruttivendolo addocchio le ultimissime pesche dell'anno e ci volo sopra come un falco. Erano più di un chilo, mature e zuccherine: perfette per la marmellata. Poi non ho potuto fare a meno di metterci anche un po' di lavanda perchè a me la pesca piace così.
 
 

Il nome... Ho affibiato alla composta  un nome pomposo perchè sono in vena di francesismi e macarons e utilizzerò questa crema per farcirli per un tea party moooolto chic. Un ricordo dell'estate: una tiepida brezza porta l'aroma della lavanda mentre addento una pesca succosa...

Ed ora un po' di puntini sulle "i". La marmellata è d'agrumi. La confettura con tutta l'altra frutta (o, perchè no,  verdura). La composta ha un ridotta percentuale di zucchero e va consumata più rapidamente. Io ho in programma di finirla entro brevissimo perciò non l'ho nemmeno messa sotto vuoto e la conservo in frigorifero.

Mi sono molto divertita a creare un'etichetta ad hoc, vi piace?
 
 

Ingredienti:
1200g di pesche
500g di zucchero semolato
1 cucchiaino da tè colmo di fiori secchi di lavanda

 
Preparazione:
Mondate le pesche e riducetele a tocchetti. Unite in una pentola la frutta, lo zucchero ed i fiori. Fate bollire per un'ora mescolando spesso e lasciando senza coperchio.
Invasettate ed etichettate. Ovviamente per una conservazione più lunga e sicura occorre far ribollire i vasetti per creare il vuoto nel barattolo.

Buon appetito!

Francesca

lunedì 10 settembre 2012

La pasta frolla di Montersino

In un mondo così affollato di impostori (mi ci metto anch'io) come quello della cucina, quando si incontra un faro, un sicuro approdo, non si può che rimanere abbagliati e una riconsiderazione delle vecchie abitudini sembra un passaggio obbligato e agognato. E' starno come tutto quello che facevamo prima di incontrare il nuovo guru appaia opaco, stupido e inutile. A me è successo con Montersino.

Le socie dell'Accademia gastronomica Maria Luigia me ne avevano già parlato mesi fa, ma allora ero troppo viscerale e spontanea per "andare a impegolarmi in robe che se sbagli un grammo non riesce niente". Probabilmente ora, che cerco disperatamente un' organizzazione tassonomica e razionale e reale in me e negli altri, è arrivato il momento buono per imparare qualcosa di pasticceria.

Tutto è cominciato con l'acquisto del libro Peccati di Gola- Scuola di Pasticceria di Luca Montersino, uno dei più conosciuti pasticceri del panorama italiano. Io non ho Sky, ma la sua biografia dice che ha diversi programmi (pensate che mondo classista: paghi e impari da Montersino. Non paghi e ti ciucci Alessandro Borghese che pastrocchia su Real Time...).  Il libro è scientifico e specifico ma divulgativo e comprensibile anche ad un pubblico poco avvezzo all'argomento come me. E' strutturato con otto ricette base e loro applicazioni. Non c'è proposto nulla che non possa essere riprodotto anche a casa.

Come primo tentativo mi sono cimentata con la pasta frolla. La parola d'ordine con la frolla è friabilità, seppur a diversi livelli, a seconda dell'impiego. Tutto il capitolo ruota proprio attorno a questo concetto fondamentale: acquisire gli strumenti per ottenere un prodotto diverso a seconda dell'utilizzo che ne andremo a fare. Vengono esaminati tutti gli ingredienti  per capire che ruolo ricoprono in fatto di elasticità, friabilità, occhiellatura eccetera. Si parla inoltre dei diversi risultati a seconda di come gli stessi ingredienti vengono mescolati. Sapevate che c'è differenza tra il mescolare il burro con lo zucchero e poi aggiungere gli altri ingredienti o mescolare il burro con la farina e poi il resto? E che il vostro risultato cambierà radicalmente se usate zucchero semolato o a velo? Tutto questo e molto altro (e molto meglio) è spiegato. Vi propongo la ricetta base che trovate sul libro. Io ci ho realizzato dei semplicissimi biscotti da colazione, ma in congelatore ho l'altra metà della pasta, vediamo come reagisce!
 
 

Ingredienti (nb: ho dimezzato la dose perchè non ho ancora una planetaria e nel mio mixer non veniva bene mescolare più di due chili di impasto...):
500 g di farina 00
300 g di burro a temperatura ambiente
200 g di zucchero a velo non vanigliato
80 g di tuorli
mezza bacca di vaniglia morbida
1 g di sale
buccia di limone.

Preparazione:
Mescolate a bassa velocità la farina col burro (questo è il metodo sabbiato che garantisce un'elevata friabilità). Una volta impermeabilizzata la farina, aggiungete lo zucchero, i tuorli, i semi di vaniglia, il sale e la buccia di limone, circa metà. Mescolate sempre a bassa velocità. Quindi ricomponete l'impasto e, avvolto in una pellicola, lasciatelo mezz'ora in frigo perchè assuma la gusta consistenza per lavorarlo.

 

Inutile dire che il risultato è da lacrima... un biscottino così la mattina e si è pronti a sconfiggere Lord Voldemort!

Buon appetito!

Francesca

sabato 4 agosto 2012

Dessert di pesche tabacchiere cioccolato e timo


Questa ricetta è una variante della tartara di ieri... niente paura! Non c'ho messo il tonno!!
Niente di nuovo: uno dei miei soliti bicchieri monoporzione da dessert, ma visto che a casa mia c'è la festa della pesca tabacchiera (comprate in quantità industriali) dovevo pur liberarmene in qualche modo!
Ho già pubblicato una ricetta per un crumble di pesche, lavanda e sale che rifaccio spesso, vi lascio qui il link, dategli un'occhiata.

Ingredienti per un commensale (moltiplicate secondo la vostra esigenza):
2 Macine del Mulino Bianco
4 cubetti di cioccolato al latte
una pesca tabacchiera
poco burro
un rametto di timo fresco
mezzo bicchierino di marsala ruby (che si abbina al cioccolato e perciò lo scegliamo)
succo di 1/2 arancia.


Preparazione:

In un tegame, sciogliete il burro insieme al timo. Ricordate di lasciare il rametto intero, ché poi andrà tolto. Saltate le pesche con il marsala e il succo d'arancia. Volendo potete dare una flambata.
In un bicchiere adeguatamente capiente mettete le macine sbriciolate, il cioccolato a pezzetti e le pesche calde, che lo scioglieranno. Diventa un tutt'uno godurioso.
Guarnite con timo e due bricioline di macina.


Buon appetito

Francesca

domenica 5 febbraio 2012

Torta di crema al cardamomo

Continua quella che sarà una luuuunga serie di ricette tratte dai libri di Gordon Ramsey. Ecco un'altra torta, perchè la neve non accenna a diminuire, il freddo neppure, quindi accendere il forno sembra quasi... inevitabile! Mi sono resa conto che, ultimamente, privilegio ricette ricche di spezie. Probabilmente è perchè è da un po' che non faccio un viaggio in un luogo esotico e cerco di compensare con abbondanza di aromi nei miei piatti, oppure perchè dicono che alcune spezie abbiano il potere di "scaldare"... fatto sta che anche il questa ricetta troverete una spezia, una poco conosciuta e usata: il cardamomo.



L'adoro! E' magnifico. Potete comprarlo molto facilmente in bacche o anche in polvere; lo trovate nei supermercati naturali tipo il NaturaSì o nel mitico, fornitissimo negozietto Hello vicino alla stazione! Il suo profumo è dolce e leggermente pungente assieme, le bacche sono di un colorino verdino invitante e contengono semini sferici e duri. Ho preso qui le mie informazioni, che riassumo per i più pigri... originaria della zona meridionale dell'India, oggi si coltiva anche in altri Paesi con clima simile; l'arbusto, che può arrivare fino a ben cinque metri d'altezza, produce bacche che vengono tradizionalmente raccolte a mano solo dalle donne. Se una volta l'essicazione avveniva al sole, oggi si usano metodi industriali. Già dal 1500 circa a.C. gli Egiziani ne annoveravano le bacche tra i rimedi medici più usati, Greci e Romani le usavano per la conservazione del cibo e gli arabi, tra i principali consumatori di cardamomo, ritengono che abbia la virtù di raffreddare il sangue.

Ed ora, la nostra torta. Ha una base che raccoglie un ripieno gelatinoso, quasi etereo, ovviamente profumatissimo.

Ingredienti per la base:
125 g di burro,

90 g di zucchero,
un uovo grande,

250 g di farina.

Ingredienti per il ripieno:

600 ml di latte intero,
10 capsule di cardamomo appena schiacciate,

un bastoncino di cannella,

100 g di zucchero semolato,

un cucchiaio e mezzo di maizena
4 uova grandi.


Preparazione.

Unite tutti gli ingredienti della base in un mixer e impastate. Quindi stendete un disco sottile e foderate uno stampo per torte di circa 25 cm e coprite con un foglio di alluminio ben aderente alla pasta. Molto probabilmente avanzerete dell'impasto. Usatelo per tortine monoporzione o surgelatela. Intanto che il forno arriva a 200°, fate riposare in frigo. Quindi cuocete in bianco con le apposite sferette di ceramica o con i buoni, vecchi fagioli per circa 15/20'.

Preparate il ripieno: mettete latte cardamomo e cannella in una pentola e portate a bollore e spegnete subito, lasciando in infusione per almeno 15' per lasciar diffondere bene gli aromi.

Mescolate la maizena, lo zucchero ed i tuorli (io li ho montati), quindi unite il latte debitamente filtrato e, da ultimo, gli albumi montati a neve con un pizzico di sale. Questa non è un'operazione da niente: non avevo mai unito degli albumi monatti ad un liquido... ho dovuto usare una frusta con molta delicatezza... comunque fidatevi, funziona.

A questo punto, versate il ripieno nel guscio ed infornate per 20' per far dorare la superficie, quindi abbassate a 150 per un'ora circa. Il centro deve risultare tremolante, perciò, una volta estratto dal forno, deve riposare fino a raffreddarsi completamente. Devo dire che io l'ho passata in frigo ed il risultato è stato piacevole.

Buon appetito

Francesca

sabato 4 febbraio 2012

Cheesecake cioccolato & zenzero

Si da il caso che questo Natale abbia ricevuto dei bellissimi regali. Tutti libri. Libri di ricette, libri su Jane Austen e libri di ricette di Jane Austen... un po' monotematico, dite? Allora parliamo di quelli di cucina: tre erano di Gordon Ramsey ed uno era doppio!

Forse avrei dovuto dire Sua Maestà l'Onnipotente Magnifico Graziosissimo Cuochissimo Stellatissimo Gordon Ramsey. Mi piace il suo modo ruvido e dissacrante, mi piace la sua cucina pulita con i sapori chiari e freschi... non che l'abbia mai sperimentata dal vivo, intendiamoci, mi baso esclusivamente su quello che propone nei suoi libri e su ciò che ho visto in tv. Mi piace il fatto che sia scozzese, soprattutto pensando ai pregiudizi sulla cucina britannica ... E comunque mi piace anche come uomo, ecco, l'ho detto.

Oggi vi propongo , dal suo libro "Il pranzo della domenica", il cheesecake cioccolato e zenzero. Scrivo questa ricetta in particolare per la mia amica Laura, fotografa ufficiale mia e delle mie soirees, che vuole cimentarsi nell'eccelsa arte pasticcera. Quale miglior modo di varcare il meraviglioso mondo gastronomico se non mano nella mano con chef Ramsey?

 
Quindi, Laura, tieni presente che ho adattato la ricetta cambiando qualche ingrediente perchè, ad esempio, i biscotti allo zenzero dove li trovi???

Ingredienti:
150 g di biscotti Digestive,

50 g di burro,
un cucchiaio colmo di polvere di cacao zuccherata,
quattro centimetri di radice fresca di zenzero,
250 g di mascarpone,

200 g di ricotta,

2 uova,
35 g di zucchero semolato,
un cucchiaino raso di zenzero in polvere,

150 g di cioccolato fondente.

Preparazione:
Laura, prendi i biscotti e mettili nel mixer col burro che hai fuso nel forno a microonde (stai attenta a non dimenticartelo se no sporchi tutto il forno. Non scioglierlo con troppo anticipo o tornerà solido in superficie) e con un centimetro di zenzero pelato e grattugiato ed il cacao in polvere. Fai andare in modo da tritare e mescolare tutto.

Schiaccia il trito sul fondo di una tortiera a cerniera di 20 cm di diametro (non dimenticare la carta forno!) e inforna a 190° per 5'. Lascia raffreddare e abbassa il forno a 170°

Sciogli a bagnomaria il cioccolato: spezzettalo bene e fai in modo che l'acqua non arrivi mai a bollore. Durante tutta l'operazione mescola sempre e tieni il fuoco basso.

Mescola insieme ricotta e mascarpone. Io ho usato uno sbattitore a bassa velocità. Una volta omogenei aggiungi le uova e lo zucchero. Infine aggiungi il cioccolato fuso, il resto dello zenzero fresco e quello in polvere, mescola bene e versa il ripieno sopra la base di biscotti e inforna per un'ora.

Potrebbe sembrarti ancora cruda, ma il ripieno deve rimanere umido e morbido.
Vedi, Laura? Semplicissima!

Buon appetito!

Francesca

venerdì 23 dicembre 2011

Torta morbida di datteri e noci su coulis di caco alla vaniglia e salsa allo zafferano.

Siete pronti per le feste? Addolciamoci la bocca con questa ricetta pensata giusto giusto per queste ricorrenze invernali, per smaltire un po' di rimasugli come datteri e noci. Il piatto si compone con una fetta di torta su una coulis di caco aromatizzato alla vaniglia e panna allo zafferano.

Voglio scusarmi per la scarsità delle foto, ma in questi giorni blogger non funziona e caricare le foto diventa un'impresa che richiede almeno un'ora l'una... comunque il procedimento è abbastanza semplice. Contattatemi se aveste dei dubbi!

Ingredienti per la torta
2hg di farina 00
2hg di zucchero
2 uova
2 hg di fecola
2he di burro
1 bicchiere di vino aromatico tipo la nostra Malvasia (sentirete come profuma la torta!)
1 bustina di lievito
16- 20 datteri
20 gherigli di noci già sgusciate.

Ingredienti per la coulis:

2 cachi
vanillina
1 cucchiaio di zucchero bianco
Ingredienti per la salsa alla panna:

panna da montare
pistilli di zafferano
1 cucchiaio di zucchero.

Preparazione:
Trasferite la panna fresca da montare un un contenitore dotato di tappo e mettete in infusione i pistilli per circa 8 ore. Mescolate delicatamente di tanto in tanto.

Preparate la torta seguendo le indicazioni per la torta di mele di Eva, qui. Quindi foderate con la carta forno una teglia. Io o scelto un pirex quadrato. Sulla carta, sistemate i gherigli di noce a metà, in modo che, versando l'impasto, vi si ritrovino incorporati. Aprite i datteri per denocciolarli e sistemateli sopra l'impasto spingendoli leggermente ma senza farli affondare. Infornate a 180° per mezz'ora circa. Lasciate raffreddare prima di servire.

La coulis, ovvero la salsa a base di frutta che sta a guarnire la torta, si prepara semplicemente frullando tutti gli ingredienti. Ovviamente è raccomandabile togliere la pelle del caco, ma se fosse troppo sottile in alcuni punti e non fosse possibile eliminarla senza offendere chi crede nei santi, nella Madonna e nella Santissima Trinità, basterà, previo lavaggio, frullarla. Io non l'ho tolta, non l'ho nemmeno passata al setaccio ed è venuta molto bene. Il vantaggio di frullarla qualche attimo in più consente di incorporare più aria ed ottenere una coulis più sofficie.

Per la panna: filtratela per togliere i fiori di zafferano e montatela, ma nn troppo, assieme allo zucchero.

Assemblate così: un quadratino di torta, un cucchiaio di panna a lato e la coulis dove vi pare: potrebbe essere sotto la torta, sopra eccetera... io l'ho lasciata lontano perchè mio marito non ama il caco.

Buon appetito!

Francesca

mercoledì 12 ottobre 2011

Crumble di pesche e lavanda


Prepariamo oggi il crumble di pesche per dare l'estremo addio a questa estate tardiva. Il piatto si compone di uno strato di pesche aromatizzate alla lavanda e coperte di pasta frolla in briciole. Crumble, infatti, significa briciola. Questo metodo è adatto sia alle preparazioni dolci (con briciole di pasta frolla) che a quelle salate (con briciole di pasta brisee, ad esempio, magari sopra ad un bel merluzzo). Inutile dire che invece delle pesche potete usare ananas, melone o più semplicemente delle belle mele delicious.

La natura di questa ricetta mi fa preferire delle pirofile monoporzione perché diversamente, sporzionandolo,  il dolce si ridurrebbe ad una sbriciolata molto poco invitante. Compratevi  delle cocottine/pirofiline e le riutilizzerete per molte altre ricette.
Ingredienti per quattro persone:
200 g di farina 00;
100 g di zucchero semolato;
100 g di burro a temperatura ambiente da almeno un'ora;
sale grosso;
quattro pesche;
fiori secchi di lavanda (in erboristeria o nei supermercati ben forniti).
Preparazione:
Accendete il forno a 180° senza ventola. Lavate accuratamente le pesche e riducetele a cubetti. Disponeteli sul fondo di speciali pirofile monoporzione: quelle per la creme brulee, ad esempio, vanno bene. Ad ogni pesca corrisponde una monoporzione. Decido di non aggiungere zucchero perchè amo distinguere i sapori degli ingredienti e perché le pesche sono naturalmente zuccherine. Se siete di quelli che edulcorano o insapidiscono ogni cosa, provate, per una volta, anche solo per decidere che non fa per voi, a lasciare gli alimenti che consumate al loro sapore naturale: ad esempio una mattina provate a non mettere zucchero nel vostro latte; se lo assaggerete senza pregiudizi, un poco tiepido, lo scoprirete naturalmente, deliziosamente dolce. Provate a non mettere sale sul vostro pesce e lo troverete già salato, quasi per osmosi con l'ambiente marino che l'ha generato. Questa considerazione non ha nulla a che vedere con l'aspetto salutistico poichè non sono una dietologa e perchè il mio interesse è puramente goloso. Riscoprire il vero sapore delle cose costringendoci ad una rieducazione al gusto, non farà che renderci più sensibili a nuovi piaceri gastronomici. Probabilmente all'inizio sarà difficile scostarci dalle nostre vecchie abitudini, ma verrà a tutto vantaggio della nostra abilità di cogliere sfumature e aspetti quasi celati dei sapori degli alimenti che usiamo.
Prendete ora un pizzico di fiori di lavanda e spargetelo sopra le pesche. Pesche e lavanda sono un abbinamento perfetto.

 Preparate la frolla così: mescolate il burro morbido con lo zucchero, quindi aggiungete la farina. Il composto deve risultare separato in briciolone.
Dividete adesso in parti uguali queste briciole sopra gli spicchi di pesca. Terminate distribuendo su ogni pirofila due o tre granellini di sale grosso. Può sembrare strano, ma la regola dice che anche nei dolci ci andrebbe un pizzico di sale. Inoltre, in questo caso, il sale scrocchiante sotto i denti fa un bel contrasto con l'effetto dissetante e rinfrescante della lavanda.



A questo punto il forno dovrebbe essere caldo. Infornate per 20/25 minuti. L'effetto finale è una stratificazione di vari gradi di umido: sul fondo le pesche, ormai cotte, sono belle bagnate, a contatto con la frolla la aromatizzano ammorbidendola, la crosta è fragrante e, come se non bastasse, i cristalli di sale, cotti al forno, sono quasi affilati.



Buon appetito,
Francesca

martedì 20 settembre 2011

Tarte Tatin

La tarte tatin è una delle torte più amate, difficile credere che sia nata per un errore di una delle due sorelle Tatin, proprietarie di una locanda visitata soprattutto per la qualità della cucina. Accadde che la suddetta signora, in un giorno di particolare confusione, cominciò a preparare la sua famosa torta disponendo le mele nella teglia, ma, buon per noi, si scordò di stendere prima la pasta! Imperterrita, perseverò pensando di poter rimediare: stese quindi la pasta, cosse la torta e, infine, la rivoltò ottenendo un immediato successo.

Eccovi la ricetta.

Ingredienti:
 otto mele ,
50 g di burro,
cannella in polvere,
otto cucchiai rasi di zucchero di canna,
pasta sfoglia.

Preparazione: accendete il forno a 180° in modalità ventilata che garantisce la cottura ottimale della pasta sfoglia. Preparate le mele: si lavino e si usi un levatorsolo per pulirle più velocemente, quindi si taglino a metà e, infine, che vengano sbucciate. Bagnate le metà mela con del succo di limone, perché il processo ossidativo non le faccia scurire. Prendete una pirofila  e distribuite il burro a pezzetti e lo zucchero di canna. Accendete un fuoco basso e smorzatelo con uno spargifiamma prima di appoggiare la teglia sul fuoco.

Ecco svelato il motivo per cui prediligiamo una teglia in pirex ad una classica: il contatto diretto col fuoco non rovinerà il vetro mentre rovinerebbe il metallo, per non parlare del gustaccio che ne uscirebbe. Lo scopo di questo procedimento è creare un caramello sul fondo della teglia. Per non avere intoppi, tenete il fuoco basso e rimestate di tanto in tanto, il burro caldo scioglierà subito lo zucchero, ma perché diventi caramello occorrerà un po' di pazienza. Attenzione a non bruciare tutto! Una volta ottenuto un bel caramello ambrato, attendete qualche istante perché non sia troppo caldo e sistemate un primo strato di mele in modo che il dorso sia sul fondo. Abbiate cura di lasciare un margine di un centimetro su ognuno dei quattro lati della teglia per poter infilare la pasta sfoglia. Potete tagliare le mele a spicchi per occupare tutta la superficie disponibile.

Stendete un secondo strato di mele, stavolta il dorso deve guardare in alto. Spolverate generosamente con la cannella in polvere.  

E' il momento di stendere la sfoglia. Ho trovato al supermercato un nuovo prodotto: una sfoglia già stesa ma di spessore maggiore del normale. L'ho trovata estremamente adatta ad assorbire la grande umidità delle mele e dare l'idea di stare mangiando non solo frutta cotta, ma una vera e propria torta. Eventualmente potete anche comprare un panetto di sfoglia e stenderla dello spessore che preferite... sempre che non abbiate voglia di produrre la pasta in casa! Quindi, ottenuto un foglio di pasta dello spessore desiderato e di forma il più confacente possibile alla teglia (ovvero: ritagliate gli eccessi), passate ad adagiarlo sopra le mele e ad infilarlo con grazia ai lati della teglia: vale a dire tra le mele e il bordo interno dei lati della pirofila.

Infornate per 40' su un ripiano medio - basso. Al termine della cottura le mele devono essere cotte e la sfoglia deve aver assunto un bel colore dorato. Aprite un poco il forno e lasciate intiepidire.

Con un coltello, staccate delicatamente i bordi della sfoglia perché si tacchi il più dolcemente possibile. Procuratevi un piatto o un vassoio di dimensioni e forma adeguate, appoggiatelo sulla teglia e rovesciate velocemente e senza ripensamenti. Et voilà, la torta è pronta! Visto che è ancora tiepida, se volete viziare i vostri commensali, potete creare un bell'effetto caldo - freddo servendo una fetta di torta con una pallina di gelato alla crema.

Buon appetito,
Francesca

venerdì 2 settembre 2011

La torta di rose


Oggi è il compleanno di Lara, una ragazza che viveva con me quando studiavo a Venezia. Oggi le ho fatto gli auguri e lei mi ha fatto scherzosamente notare che una torta non ci sarebbe stata male... bè, Lara, eccoti accontentata... se può bastarti una torta virtuale...



Erroneamente, si crede che la torta di rose sia lunga e complicata da realizzare, ma anni e anni di pratica, hanno fatto sì che potessi distillare alcuni consigli salva tempo ma che preservano la bontà e l'originalità della ricetta. La storia fa risalire le origini di questo magnifico dolce al Rinascimento mantovano, in occasione del matrimonio di Isabella D'Este con Francesco II Gonzaga.

La torta si presenta come un bouquet composto da diversi fiori formati da pasta lievitata arrotolata su se stessa. Ogni fiore ha una farcitura di burro, zucchero, marmellata d'albicocche e mandorle. Portare in tavola questo dolce ha due risvolti positivi: la torta è magnifica da guardare e ancora più buona quando la si assaggia. Inoltre è raccomandabile se avete intenzione di condividerla in un'occasione informale come un compleanno in ufficio o una riunione in cui siano presenti molti bambini poiché la torta si presta ad essere divisa senza grossi sbriciolamenti e quasi senza la necessità d'un coltello o di un piattino: la rosa si accomoda benissimo in un tovagliolo.



Ingredienti: 400 g di farina,

70 + 50 g di burro a temperatura ambiente,

70 + 100 g di zucchero,

una presa di sale fino,

un decilitro di latte,

una bustina di lievito di birra (potete usare anche quello fresco in cubetti, ma quello secco è più stabile e quindi meno soggetto ad alterazioni che ne modifichino l'efficacia),

3 uova intere rigorosamente a temperatura ambiente,

una bustina di mandorle a lamelle (la ricetta originale richiederebbe la farina di mandorle, ma le lamelle conferiscono il tocco croccante, perciò le raccomando),

un vasetto di eccellente marmellata di albicocche.



Preparazione: la ricetta originale prevede quattro lievitazioni, noi, invece, manterremo una lievitazione subito dopo l'impasto ed una con le rose già formate e sistemate nella teglia. Sono più che sufficienti e danno una resa ottimale, particolarmente, è ovvio, in estate perché il clima molto caldo favorisce la lievitazione. Se rifarete questa torta in inverno, fatela lievitare in forno a 50°.

In un mixer mescolate la farina, 70 g di burro, 70 g di zucchero, il sale, il latte, il lievito secco, 2 uova e il sale.



Lasciate lievitare al caldo per un'ora.

Stendete la pasta con un mattarello fino a formare un rettangolo di 70x50 cm circa.



Ora preparate un composto col burro e lo zucchero rimanenti, un uovo, il vasetto di marmellata e le mandorle a scaglie. Se la marmellata non è abbastanza arrendevole, trasferitela in un tegamino e scaldatela, ne guadagnerà in liquidità.



Spalmate delicatamente questo goloso composto sulla pasta.



 Tagliate il rettangolo in due in modo da averne due 70x25, quindi ricavatene striscioline larghe tre dita. Qualcuno suggerisce di ricavare prima le striscioline e poi spalmare la marmellata, ma ho verificato che quel procedimento implica un grosso, inutile insudiciamento, una perdita di preziosa marmellata ed una sua distribuzione meno omogenea.



Le rose sono volutamente piccole: il risultato sarà più grazioso e nessuno abbandonerà mai a metà -sacrilegio!-  una rosa troppo grossa.

Partendo dal centro, arrotolate le strisce verso l'esterno. Sistematele ora in una teglia foderata di carta forno facendo attenzione che i rotolini non siano troppo vicini perché la seconda lievitazione e la cottura le gonfieranno ulteriormente.



Lasciate lievitare mezz'ora.



 Infornate per 35' a 180° avendo cura di posizionare la teglia non a metà, ma nella parte inferiore del forno (non a contatto, comunque). Lasciate raffreddare e servite tiepido, magari a colazione o come gustosa, nutriente merenda.