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lunedì 19 novembre 2012

Sontuoso menù con pollo al curry malese


Il mio debole per Gordon Ramsey è cosa nota. Nel libro "Il pranzo della domenica", si trovano tantissimi menù per dei pranzi in famiglia. Sabato mattina mi sono svegliata con una voglia di spezie senza precedenti e ho rifatto questo piatto delizioso, succulento, profumato, ispirante. Se mai un uomo vi preparasse un piatto così non lasciatevelo scappare: dolce e piccante, ricco ma fresco, vario. L'adoro. Comunque me lo sono cucinato da sola, mio marito ha giusto mondato i fagiolini. E ho pure dovuto dirgli a che altezza tagliare.
Il piatto, in sè e per sè, è del pollo cotto con con una pasta di curry fresca, preparata in casa. NULLA  che vedere con le polveri che si acquistano. Il mio caro Gordon l'accompagna a del riso (indispensabile per raccogliere il sughetto, non potete farne a meno),  e del pak choi, o bok choi, sembrano essere la stessa cosa, saltato. Da quando l'ho scoperto, uso il bok choi molto spesso, ha un gusto delicato ma unico, non sa di cavolo, ed ha una buona consistenza per rimanere croccante. Il menù prevede come dessert una torta al cardamomo che avevo già preparato. Trovate qui il link.

 

Alcune note:
Alcuni ingredienti sono stati impossibili da trovare, ho sostituito a cognizione. Qui vi propongo solo ingredienti reperibili con facilità.


Ecco una foto degli ingredienti che potreste non aver mai usato. Comprate lo zenzero fresco al supermercato: non costa tanto e si presta a dolce e salato: con una tartara di salmone aiuta a sgrassare e rinfrescare. Il coriandolo si trova sempre assortito all'esselunga. Assomiglia al prezzemolo ma il profumo ed il sapore sono totalmente differenti. Chi vi dice che possono essere usati indifferentemente non ha mai assaggiato il coriandolo che è più balsamico e aromatico e fresco e penetrante. Ed ora ecco una carrellata di ingredienti che vi raccomando di acquistare in quei negozietti etnici, a volte situati in zone della città "poco raccomandabili". Io adoro andare a fare là shopping e portare a casa ingredienti improbabili. Tutto costa molto meno così, se anche spendete 65 contesimi per una salsa di pesce che magari non userete più, non vi piangerà il cuore e non priverete questo piatto di un ingrediente fondamentale. Ma parliamo della cannella: si usa più spesso e poi potete anche impiegare i bastoncini profumati per decorare la vostra casa, specialmente ora che si avvicina il Natale. A prenderla al supermercato c'è fare un mutuo, mentre dove vi raccomando io ve ne danno un gran sacchetto per pochi euro, e poi ditemi se non è bellissima nel barattolo di vetro! Stesso ragionamento per l'anice stellato: in erboristeria è molto costoso ma se lo volete per scopi decorativi, quello è sicuramente più bello. Lo zucchero di palma è quella cupoletta in basso a sinistra. Grattatelo per ottenerne quanto volete. La curcuma, detto zafferano dei poveri, è profumatissima ed un potente colorante. Ho dovuto mettere il mio grembiule a mollo nella candeggina perchè ho paciugato con le mani e poi mi ci sono pulita... ma ora è candido come prima.

Ed ora, allacciate il grembiule e partiamo.

POLLO MALESE
Ingredienti per la pasta di curry:

cinque spicchi d'aglio
due peperoncini piccanti freschi privati dei semi
la scorza e il succo di un lime
cinque centimetri di radice di zenzero
quattro scalogni
un cucchiaino abbondante di curcuma
quattro cucchiai di olio di arachidi.

Ingredienti per la cottura del pollo:
sei cosce di pollo
due cucchiai di olio di arachidi
due cipolle
sale e pepe macinati
la scorza e il succo di un lime
un bastoncino di cannella
tre semi di anice stellato
400 ml di latte di cocco (o 4 cucch. di farina di cocco ammollata in 150 ml di manna e 250 ml di acqua)
100 ml di acqua
un cucchaino di zucchero di palma
due cucchiai di salsa di soia
due cucchiai di salsa di pesce
300 g di fagiolini
coriandolo fresco.

Preparazione:

Unite tutti gli ingredienti della pasta del curry in una tritatutto (o, se avete le palle, in un mortaio). Dovrete fermarlo e ripulire i bordi diverse volte finché otterrete una pasta omogenea. Se doveste fare molta fatica, aggiungete un altro cucchiaio d'olio. Potete anche lasciarlo riposare una notte.
Ora cuociamo il pollo. Scaldate l'olio una casseruola capiente ma non troppo alta, versate la pasta del curry, mescolate e quando sprigiona il suo aroma, aggiungete le cipolle affettate finemente. Mescolate finché non si ammorbidiscono.

Salate e pepate le cosce di pollo prima di aggiungerle in pentola. Rigiratele bene perchè si impregnino di spezie.

Aggiungete zest e succo di lime, cannella, anice stellato, latte di cocco, acqua, zucchero, salsa di soia e di pesce e portate ad ebollizione. Abbassate la fiamma, mettete il coperchio e cuocete 40 minuti o finché il pollo risulti morbido. Ad un quarto d'ora dalla fine aggiungete i fagiolini mondati e tagliati a metà. Appena prima di servire spargete sul pollo delle foglie di coriandolo spezzettate. L'ho presentato su un gran vassoio tondo.



RISO AL COCCO
Ingredienti:

350 g di riso thai o jasmine o altro riso a chicco lungo.
250 ml di latte di cocco
200 ml di acqua
un pezzo di zenzero spellato lungo 5 cm
un pizzico di sale.

Preparazione:
Sciacquate il riso diverse volte, sgocciolatelo  e versatelo in una pentola dal fondo spesso con tutti gli ingredienti. Portate ad ebollizione quindi abbassate la fiamma e coprite la pentola. Cuoce in10', quindi togliete dal fuoco senza scoperchiare e lasciate passare altri 5 o 10' a seconda della grandezza del riso. Toglietelo zenzero, sgranate con una forchetta e servite ben caldo. Io ho formato un gran cono che ho ricoperto di coriandolo.



BOK CHOI AL SALTO

Ingredienti:
600 g di bok choi
3 cucchiai di olio di arachidi
3 spicchi d'aglio
due cucchiai di salsa di soia
due cucchiai di salsa di ostriche (v. note su dove acquistare i prodotto speciali a inizio post)
pepe nero
olio di sesamo (v. note su dove acquistare i prodotto speciali a inizio post)
sesamo bianco

Preparazione:
I gambi lavati vanno divisi dalle foglie e tagliati almeno a metà per il lungo. Scaldate l'olio e fate dorare l'aglio tagliato a fette sottilissime. Aggiungete i gambi e fate saltare un minuto, quindi le foglie e le due salse amalgamate. Il cavolo costa è pronto quando le foglie appassiscono. Trasferite su un piatto da portata e condite con polio di sesamo e sesamo.



Insieme a questo menù provate una birra bionda di carattere.

Buon appetito!
Francesca

martedì 27 dicembre 2011

Risotto alle cozze e caprino

La mia cara amica Francesca ha un grande senso dell'umorismo. Mi invita a cena a casa sua e poi vuole che cucini per lei ed i suoi ospiti, storcendo anche il naso di fronte al menù che le propongo. Se non fosse che le voglio bene, probabilmente le avrei davvero riso in faccia, e invece, quella sera mi sono trovata ad infrangere uno dei più rinomati e paurosi taboo gastronomici: abbinare il pesce col formaggio. Veramente non è poi così insolito abbinare le cozze col formaggio: in alcune regioni della Francia le cuociono col Roquefort, un erborinato più saporito ancora del nostro Gorgonzola, e io stessa ho cucinato spiedini di cozze fritte alternati a cubetti di pecorino romano e servite con Frascati... buonissime! Lì per lì miei commensali erano incerti e già volgevano lo sguardo alle scorte di pane per sopravvivere alla serata, ma, una volta assaggiato, anche i palati più tradizionalisti sono stati conquistati ed ho ricevuto l'encomio di "risotto migliore assaggiato da anni". Spero che questa ricetta vi permetta di ottenere lo stesso successo. Unica raccomandazione: usate un brodo di pollo fatto in casa e non il dado. Fatelo sempre per i vostri risotti e saranno veramente speciali.


Ingredienti per quattro persone: 350 g di riso Carnaroli, 400g circa di formaggio caprino fresco, brodo di pollo fatto in casa in quantità sufficiente a cuocere il riso, olio extravergine d'oliva, un chilo di cozze, rosmarino, due spicchi d'aglio, pepe nero da macinare, vino bianco per sfumare il riso (circa mezzo bicchiere), brodo di pesce.

Preparazione: le cozze vanno preparate adeguatamente pulendole, togliendo la "barbetta" che le lega allo scoglio (fate attenzione a non strappare la cozza stessa) e mettendole a spurgare in modo che perdano l'eventuale sabbia. Riservatevi una mezz'oretta in cui le terrete in uno scolapasta cercando di far uscire più acqua possibile. Prepariamo il sautè: in una pentola capace mettete la punta di un cucchiaino da tè di dado di pesce a sciogliere a fuoco basso con olio extravergine d'oliva e del rosmarino. Aggiungete l'aglio sbucciato e tagliato a metà. Quando l'olio sarà caldo, mettete in pentola le cozze. Rimestatele; cominciando ad aprirsi, lasceranno l'acqua che ancora contengono, va bene, evaporerà. Se la temperatura lo consente, potete sfumare con del vino bianco (lo stesso che useremo per il risotto e nella medesima quantità). Attenzione però: se c'è molta acqua e la temperatura è bassa, l'alcol non se ne andrà mai dalle cozze e il risultato sarà, onestamente, disgustoso. Se non siete certi di quel che fate, evitate di sfumare. Quando saranno tutte aperte e cotte, togliete la pentola dal fuoco e lasciate raffreddare quel tanto che basta per poterle prendere in mano e separare ogni cozza dal suo guscio: conservatele in una ciotolina a parte. Infine, filtrate la meravigliosa acqua di cottura delle cozze e conservatela.

Cuociamo il riso: in una pentola bassa e larga, mettete un filo d'olio extravergine d'oliva a fuoco vivace. Mettete subito il riso e tostatelo qualche minuto mescolando con un cucchiaio in legno. Sfumate ora con mezzo bicchiere di vino bianco. Io ho usato uno Chardonnay californiano. Quando, odorando, non si avverte più la sensazione alcolica, si abbassi la fiamma e si aggiunga il primo mestolo di brodo e del rosmarino. Da questo momento, il risotto andrà continuamente mescolato ed aggiustato di brodo fino a metà cottura, quando inserirete solo 300 g di caprino e lo amalgamerete per benino. Continuate la vostra routine "brodo-mescolo" finche, quando il riso è praticamente pronto, metterete in pentola l'acqua delle cozze e le cozze. Ora muovete con delicatezza per non rompere le cozze. Impiattate molto semplicemente aggiungendo sopra la montagnola di risotto un pezzetto di caprino e, per chi gradisce, una macinata di pepe bianco.

Buon appetito,

Francesca

venerdì 31 dicembre 2010

Risotto al radicchio con crema di taleggio e tartufo bianco

Recentemente, dato il periodo, sono in vena di bilanci. Non so se tendere per lo sconsiderato ottimismo o se cedere al fascino retrò ma un po’ banale dell’auto commiserazione. E poi, avete mai notato? Quando tutto nella vita sembra perfetto giunge un senso di insoddisfazione che bussa alle porte dell’autocompiacimento e ti insinua il dubbio che, forse, potresti desiderare qualcosa di più. Fastidiosissimi dubbi.
Non mi resta che, come quando invento un piatto, cercare di tenere in equilibrio tutti i sapori e le consistenze, sperando che l’armonia di sapori si intrecci senza troppi sforzi e risulti piacevole ed equilibrata, senza eccessi e dotata di una sua bellezza.

L’ultimo dell’anno è una di quelle ricorrenze che mette un fastidioso prurito. All’idea di festeggiarlo alla grande vien da sorridere: non ho più quindici anni! Non fare proprio nulla ti scoccia: non ho mica ancora ottant’anni! Perciò la soluzione gourmand più interessante risulta farsi da mangiare qualche sfiziosità con le proprie mani a casa propria.
Passerò quindi una piacevole serata mooolto tranquilla in casa mia con gli amici Loretta e Roberto. Loretta preparerà le sue famose crespelle prosciutto e formaggio con sugo di funghi, quindi mi sono dovuta dare da fare e trovare qualcosa che fosse all’altezza di un piatto così goloso e rodato. Ero all’Ipercoop meditando su cosa cucinare quando mi sono trovata di fronte ad un fantastico cesto di tartufi bianchi! Il resto è venuto da sé.
Produrremo un risotto con del brodo vegetale e il radicchio precedentemente cotto e frullato. Impiatteremo e condiremo con una salsa di taleggio aromatizzata con una abbondante spolverata di tartufo. Ho propinato il piatto ad una cara coppia di amici che è stata così sportiva da assaggiare una ricetta inedita. Devo ammettere che l’esperimento non ha avuto bisogno di correzioni e che il piatto è piaciuto, anche la seconda dose!
Perciò ecco a voi, col mio affettuoso augurio di un buon nuovo anno, l’ultima ricetta del 2010.

Ingredienti per 4 persone

2 bicchieri di riso
100 g di taleggio già pulito dalla sua crosta
Un radicchio rosso tondo di medie dimensioni
Olio
Aglio
Tartufo (va bene anche l’olio aromatizzato)
Vino bianco per sfumare (ho usato un prosecco)
Brodo vegetale. All’Esselunga ho trovato un brodo vegetale biologico in polvere che non fa completamente schifo.

Preparazione.

Tagliate finemente il radicchio e passatelo in una padella a fiamma alta con aglio e olio. Cospargete un poco di sale per facilitare l’uscita dell’acqua dal radicchio.



Coprite, abbassate la fiamma e rigirate ogni due o tre minuti. Quando ha completamente cambiato colore e e foglie hanno perso il loro tono è pronto. Non amo cuocere troppo le verdure. Cerchiamo di infliggere al radicchio una morte veloce.
Una volta cotto frullate tutto aggiustando di pepe nero.

Preparate il risotto: scaldate bene una padellona. Evitate come la peste le padelle in Teflon. Anzi, dato che ci siete buttatele tutte via. Usatene una d’acciaio o in ceramica: mai più senza. Mettete nella padella calda una noce di burro ed il riso. Tostatelo qualche istante poi bagnate con mezzo bicchiere di prosecco. Quando è evaporato l’alcol versate tutta la crema di radicchio, quindi continuate a bagnare col brodo vegetale fino a che non ha raggiunto la consistenza di cottura preferita. Come sempre evitiamo gli eccessi: croccante e colloso sono da evitare.

La salsa di taleggio si prepara facilmente facendo sciogliere a fuoco bassissimo il formaggio in un dito di latte.



 Quando è sciolto grattugiatevi il tartufo. Quest’operazione richiede un momento di raccoglimento. Primo perché  come ridere avete tra le mani venti o trenta euro di pallina di diametro irrilevante, secondo perché state per sprigionare un aroma irresistibile, il padre di tutti i profumi alimentari.

Impiattate la dose di riso e colatevi sopra la salsa.

Il grasso del formaggio e l’amaro del radicchio sembrano fatti per non lasciarsi mai più e il tartufo impartisce la sua benedizione solenne all’unione. Se non vi piace questo piatto non vi piace niente.



Buon anno e che la vostra vita sia ricca di invitanti nuovi sapori e di rassicuranti vecchi.

Francesca

martedì 7 dicembre 2010

Biriyani di pollo

In perfetta sintonia con la prospettiva del Cocktail benefico a favore di Mother and Child, che opera in India, ho pensato di proporre alcune ricette indiane e contemporaneamente, di inaugurare una sezione etnica nel mio blog.
Adoro la cucina indiana! E’ succulenta, calda, speziata, e solletica in me tutte quelle corde di esotismo e curiosità che mi invoglierebbero ad assaggiare qualsiasi cosa… forse è il caso di citare ora la volta in cui, a Bali, assaggiai un frutto, il Durian o Jackfruit, che, credetemi, odora di condotto fognario! Eravamo sulla via di un tour e, avendo un pulmino tutto per noi, avvisai la nostra guida, Coco, che desideravo assaggiare ogni cosa che i Balinesi considerassero buono. Ebbene: inchiodammo nel bel mezzo della solitaria stradina che stavamo percorrendo al suono incomprensibile delle parole che Coco rivolse all’autista. A lato della strada c’era un chioschetto che qui non avrebbe superato le più elementari norme igieniche ma che vantava, sul tavolo a lato della strada, tre magnifici esemplari di Durian. Non avevo mai visto questo frutto, del quale mi vennero cantate le lodi e che venne definito ”frutto con sapore di paradiso”… doveva essere mio! L’odore era terribile, ma lo assaggiai ed era indicibilmente buono! Dolcissimo, con una inedita, piacevolissima consistenza tra il grasso, il gelatinoso e il sodo… L’unico inconveniente fu che, durante i sobbalzi della strada, il frutto, come si suol dire, “venne su” e provai cosa si intende con l’espressione avere una fogna al posto della bocca! Che risate!
















Tornando a noi, il piatto che vi presento, il Biryani, è un piatto unico che si può fare con qualsiasi tipo di carne oppure anche vegetale. Si compone di due strati: uno di carne, nel nostro caso pollo, che è rimasto a marinare con aromi, spezie e yogurt, il secondo di riso Basmati. L’unica difficoltà del piatto sta nell’azzeccare i due tempi di cottura del riso, ma non temete, passo passo lo cucineremo assieme! Acquistate un buon riso Basmati, è l’unico, col suo aroma di legno di sandalo ed i particolari tempi di cottura, che possa stare con questa ricetta. Alcune delle spezie che impiego non sono di uso comune nella nostra cucina, ad ogni modo, io le ho trovate tutte senza problemi in un market etnico.


Vediamo gli ingredienti per 4 persone

Un petto di pollo
Un grosso bicchiere colmo di riso Basmati.
Cumino in polvere ed in semi
Cardamomo in polvere e in baccelli
Peperoncino piccante in povere
Alloro in foglie
Menta in foglie
Zenzero in polvere
Aglio secco
Pepe nero in grani
Un vaso da mezzo chilo di yogurt al naturale
Olio extravergine
Cannella in stecche
Chiodi di garofano interi
Cipolla disidratata
Zafferano


Preparazione:

Tagliate la carne del pollo in pezzettoni e mettetela a marinare almeno due ore in frigo con lo yogurt e tutte quante le spezie, diciamo indicativamente un cucchiaino da tè colmo per ogni spezia.
Fate cuocere il riso per un terzo del suo tempo di cottura in acqua salata, se volete potete aggiungere alcuni semi di cumino. Quindi, togliendolo dal fuoco, il riso dev’essere ancora croccante. Cuocetelo quando la marinatura è pronta, in modo che il Basmati non si cuocia nell’attesa! Allora, con cura, componete così il tegame: sul fondo mettete la carne con tutta la crema che lo ha marinato ed aggiungete un dito d’acqua. Sopra, a contatto, mettete il riso Basmati. Sistemate un canovaccio tra il tegame ed il suo coperchio. Questo sistema vi aiuta a mantenere la preziosa umidità vaporosa indispensabile per cuocere il riso. Cuocete trentacinque minuti a fuoco basso.
Quando aprirete il tegame, come prima cosa sarete colpiti dal fragrante aroma sprigionato dal riso: ovvero simile al legno di sandalo. La prima curiosità sarà controllare la cottura del riso e, smuovendolo, permetterete alle spezie di liberarsi in tutta la loro magnificenza. Vi sfido a trovare un aroma più conturbante!
Servite sistemando in ogni piatto alcuni bocconi di pollo e un poco di riso. Se non vi chiedono il bis, vuol dire che i vostri ospiti non sanno niente, e voi gioirete maggiormente della loro ignoranza mangiandovi anche la loro parte!

Buon appetito!
Francesca


giovedì 11 novembre 2010

Risotto con quartirolo e fegato

Duo o tre anni fa sono andata a mangiare per l’ultimo dell’anno da Suggerimenti, un localino a Piacenza sempre piacevole e rilassato che propone piatti dalle materie prime eccellenti, specialmente per quanto riguarda il pesce. Quella sera assaggiai il risotto che, alla mia maniera non professionale ed ingenua, vi propongo oggi.
Molti lettori storceranno il naso al sentire che la ricetta include il fegato. Io stessa ho votato la mia vita al non rifiutare di mangiare nulla e a trovare pregi in ogni papabile alimento solo da pochi anni; quand’ero più giovane mi facevo stupidamente vanto di non mangiare zucchine e fegato (più le altre budella, esclusa la trippa però, che mia madre cucina divinamente) più per presa di posizione che per reale insofferenza. In effetti, devo dire che non c’è un gusto che non sia di mio gradimento. Posso oggi affermare con orgoglio di essere una maniaca alimentare. Non esiste niente nei regni animale, vegetale e minerale che, se di ottima origine, ben abbinato e cucinato, non valga la pena di essere assaporato e venerato. Questa posizione tanto netta mi ha portato ad un certo estremismo, per cui guardo con un certo sospetto ai vegetariani in tutte le loro sfumature; a chi non assaggia i cibi per paura che non piacciano (ad esempio mia nonna Aurora non ha mai assaggiato una banana) o per poco interesse; a chi dice che un sapore non è di suo gradimento. So che è strano, anche io vorrei nutrirmi ogni dì con albicocche e ricci di mare, ma questo non significa che non mangi con entusiasmo tutto il resto!
Sapendo di essere destinata a rimanere una solitaria, golosa, incompresa, ingorda, vi lascio questa deliziosa ricetta.
In sostanza si riempie con del risotto un pirottino di metallo per fare i muffin, all’interno del quale si crea un cuore di quartirolo e fegato. Ho aggiunto anche della cipolla rosolata, poiché tradizionalmente fegato e cipolle si abbinano con successo (segnalo che nella ricetta originale non era presente). Si ripassa in forno per far sciogliere meglio il formaggio e si ribalta nel piatto. Il pirottino si toglie solo davanti all’ospite.

Ingredienti per 4 persone (badate: le dosi sono piccole, potrebbe bastare per due se il menù non prevede secondo)

Del fegato di vitello freschissimo
Un bicchiere di riso per risotti
Quartirolo
Vero brodo di pollo
Una cipolla dorata
Parmigiano grattugiato



Preparazione
Preparate così il risotto: tostate il riso per alcuni minuti assieme ad una noce di burro ed un cucchiaio di olio extravergine d’oliva, sfumatelo con del vino bianco secco (di solito uso uno spumante solo perché è il mio preferito, inoltre sta bene abbinato al piatto finito) e assicuratevi, odorando, che tutto l’alcol se ne sia andato. Quest’operazione si svolge a fiamma viva. Aggiungete un primo mestolo di vero brodo e abbassate la fiamma. Continuate a mescolare amorevolmente e aggiustate di brodo fino a completa cottura del riso. Inutile specificare che del volgare brodo di dado non è accettabile. A fiamma spenta mantecate con del parmigiano grattugiato.

Preparate così la cipolla: in una padella mettete a scaldare un goccio d’olio. Affettate metà cipolla con una mandolina, salatela per aiutare ad estrarre l’acqua e mescolate con una forchetta di legno finchè non è appassita per bene.

Preparate così il ripieno: tagliate a cubetti il quartirolo e, con delle forbici, ricavate piccoli pezzi di fegato, la superficie totale dovrebbe essere circa 1.5 o 2 cm quadrati. Il fegato è crudo: cuoce a sufficienza al contatto col riso caldo e negli ultimi minuti al forno.

Preparate per la cottura in forno: sistemate una parte di riso sul fondo e sui lati del pirottino, aggiungete qualche filo di cipolla rosolata, alcuni cubetti di formaggio, il fegato e ricoprite con altro riso. Coprite con stagnola. Infornate per 10 minuti a 220°.



Impiattate cosi: togliete la stagnola, ribaltate sul piatto da presentare all’ospite e, solo a tavola, sformate il risotto dal pirottino. Servite con altro parmigiano a parte.



Buon appetito!
Francesca

martedì 12 ottobre 2010

Riso con zucca e ricotta

L’esordio mette sempre una certa ansia.
Ho passato tutta la domenica pensando a che nome avrei dato al mio blog e rastrellando la mia dote alla ricerca della ricetta con la quale avrei cominciato.
La “dote” è un’imponente raccolta di ricette che cominciai all’età di quindici anni… perciò, santi numi! Solo ora mi rendo conto di aver passato metà della mia vita ad ossessionarmi con le ricette!
Da principio era una semplice raccolta enciclopedica con lo scopo di accumularne il maggior numero possibile; poi cominciai a scartare le ricette sconclusionate, prediligendo le grandi firme; poi venne la svolta campanilistica e reputai degne d’attenzione solo quelle piacentine; poi cominciai a viaggiare intensivamente e mi dedicai alla cucina world fusion… poi, insomma, ho capito che posso cucinare quel che voglio, ma che l’unica cosa che conta veramente sono: la bontà prerequisita degli ingredienti, un minimo di buon senso e la visione d’insieme. Questo, ovviamente, almeno finché non mi iscriverò al Cordon Bleu e la tecnica supplirà tutto!

Allora, dicevamo, il mio esordio.
Ieri mattina mi sono consultata col mio amico bassista, ex collega e fresco disoccupato, su quale fosse la migliore ricetta da proporre. Gli sovvenne che un sacco di tempo prima, quando facevo la serva della gleba per un’agenzia di lavoro interinale, preparai per i colleghi un riso che piacque parecchio.
Chi crede che la servitù non esista più è solo perché non è mai stato in stage, peggio che mai in un’agenzia di lavoro interinale. Al momento non ho ulteriori dichiarazioni da rilasciare a riguardo, ma sarò felice di rispondere ad eventuali domande sul soggetto che vorrete inviarmi in forma privata.

Il riso, poiché non si tratta di un risotto, ha carattere prettamente autunnale, spiccata personalità e, dai, è buonissimo e facilissimo, a prova di imbranato!
In sostanza si bolle il riso e si mescola con una crema di zucca e ricotta. Questa ricetta nacque diversi anni fa allorché mia madre, preparando i famosi tortelli piacentini col ripieno di zucca,  avanzò un sacco di ripieno. Visto che aveva fatto bollire del riso per mio padre da mangiare in bianco, pensò (donna pragmatica che lavora, ha due figli, un marito, un orto, due cani, due gatti e nonostante questo trova il tempo di fare anche la pasta fatta in casa) di cuocerne anche per noi e fare, come si dice qui, un catta su. Il catta su risultò un piatto delizioso che sparì dai piatti alla velocità della luce e da allora ottenne una sua autonomia esistenziale.

Ecco come riprodurlo:


INGREDIENTI PER DUE PERSONE

Un bicchiere di riso carnaroli
350 grammi di zucca cruda da pulire
200 gr di ricotta
Noce moscata
Cannella
Un rametto di salvia
Due noci di burro
Parmigiano Reggiano: a più non posso




Preparazione: il tempo di cottura del riso.

Primariamente mettete su l’acqua per far bollire il riso. Salata, s’intende.

Mettete la zucca pulita dai semi (lasciatele la scorza) in una ciotola e copritela con l’apposita pellicola per cotture in microonde (reperibile in ogni supermercato), quindi infornatela a 600 watt per 13 minuti. La pellicola è molto importante, poiché lascia la zucca bella umida.Una volta cotta in questa maniera sarà molto più facile separare la polpa dalla scorza. Utilizzate un cucchiaio per farlo. Attenti a non scottarvi!



Mescolate la polpa della zucca schiacciata con una forchetta  con 200 grammi di ricotta, un’abbondante grattugiata di noce moscata, un’idea di cannella e almeno quattro cucchiai colmi di Parmigiano Reggiano, preferibilmente stagionato.

L’impasto ha un carattere spiccatamente dolce, sia per le spezie utilizzate, che per la natura della zucca. Non è un difetto, è la ricetta che è così.



Quando state per scolare il riso, mettete a sciogliere a fuoco bassissimo il burro aggiungendovi il rametto di salvia perchè ne prenda l'aroma. Salvia e zucca sono fatte per stare assieme!

Una volta scolato, amalgamate il riso all’impasto creato a cui va aggiunto il burro fuso (togliete il rametto di salvia).
Servite con Parmigiano grattato a parte per i più golosi.


Buon appetito!
Francesca