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lunedì 29 ottobre 2012

Halloween tra amiche

Ieri sera le ragazze ed io ci siamo trovate a casa della carissima Sara e abbiamo festeggiato Halloween un po' in anticipo ma alla grandissima. La mia amica Sara è una ragazza all'apparenza dolcissima, ma forte e profonda come le radici di una quercia affondate nel terreno e io la stimo molto. Amica, ieri sei stata accogliente e disponibile, come sempre,  ed io mi sono divertita un mondo nella nostra atmosfera... spooky!

Non vi propongo alcuna ricetta, ma solo alcune idee se ne foste all'asciutto per mercoledì. Io festeggerò a casa e credo proprio che replicherò i wurstel mummificati nella pasta sfoglia che mio marito adora... anni e anni di sofisticazione culinaria e poi Lui vuole dei wurstel...
 

Abbiamo decorato la casa con tulle colorati, sagome in feltro, pipistrelli di plastica e mosche finte... disgustose! L'illuminazione era fornita da candele, candeline arancioni e viola, una fantastica zucca intagliata dal marito di Sara (pazzesca!!) e delle zucchette di plastica a pile che producevano luce intermittente. E poi sulla tavola un runner arancione, tovagliolini neri, arancio e viola... insomma una vera casa degli orrori!
 
 
 

Passiamo al succo... abbiamo mangiato bicchierini con sputo d'orco e fango (mousse di piselli all'origano e crema di zucca e curcuma),
 
fatto l'aperitivo con terrifici occhi di strega nel suo sangue (Sanbitter adeguatamente migliorato con cointreau e per decorare uva rosata riempita con olive da cocktail e lychees con mirtilli o ribes).


 
E poi ancora wurstel e pizzette avvolte nelle loro bende da mummie, fatti da Sara.
 

Il piatto forte era un risotto con zucca, porcini e taleggio... ma era così buono che non abbiamo fatto in tempo a documentarlo fotograficamente... seguito da palline di melma (ricotta e caprino con granella tostata di nocciole e rucola intera rotolate nel pesto).
 

Sui dolci mega divertimento. La padrona di casa ha fatto dei fantastici cupcake a forma di ragno e altri con marzapane e teschietti, inoltre dei bicchierini "camposanto" in cui dei vermi di gelatina uscivano da un budino e riso soffiato al cioccolato, che impressione! Elisa ha portato le ossa dei morti: biscotti burrosissimi con farina finissima di mais.
 
 
 


Per finire, sul sito di Martha Stewart ho trovato l'idea per abbellire un punch con mele intagliate e passate sotto il grill del forno... non fanno paura??
 

Buon appetito e buon Halloween

Francesca

mercoledì 24 ottobre 2012

Frolla montata e biscotti dorati a cornice

Continua il mio flirt con la pasticceria... diventerà una lunga storia d'amore? Chissà, nel frattempo ho sperimentato un altro tipo di pasta frolla (Montersino docet) ideale per creare la pasticceria da tè e molto versatile per rivestire vari stampi perchè esce direttamente dal sac a poche. In questo tipo di frolla la percentuale di burro sulla farina è ancora più alta che negli altri casi: può arrivare fino al 70%, ma non oltre o il prodotto finito avrebbe una consistenza non maneggiabile.

Ho poi usato la frolla montata per creare dei biscotti a forma di cornici di quadro per un buffet di beneficienza organizzato con gli Amici dell'Arte di Piacenza in cui i quadri offerti dagli artisti venivano venduti per devolvere il ricavato alle zone terremotate.

Avevo il problema di rendere le cornici il più realistiche possibile. La prima idea prevedeva una frolla normale ritagliata, glassata con ghiaccia reale appena colorata d'oro e poi decorata con ghirigori più pigmentati, ma, non essendo un'esperta decoratrice, il mio cervello è rimasto attivo per trovare un'altra soluzione. Ed è arrivata, una notte alle 4 e con mia grande soddisfazione. Infatti facendo uscire la frolla da una bocchetta dentellata potevo finalmente ottenere dei ricami tridimensionali che ricordassero le cornici barocche. Li ho semplicemente decorati a secco con del colorante dorato in polvere ed un pennello.


 

Ingredienti:
280 g di burro esclusivamente, rigorosamente a temperatura ambiente,
50 g di zucchero a velo,
125g di tuorli a temperatura ambiente
300g di farina 00,
semi di vaniglia,
scorza di limone a piacere.

Preparazione:
Montate il burro.
Aggiungete lo zucchero a velo e montate bene il tutto fino ad ottenere una pomata bianca. Incorporate i tuorli a temperatura ambiente.
Solo ora aggiungete 300 g di farina, la vaniglia e la scorza di limone.
Senza attendere il tempo di riposo,  mettete nel sac a poche e, su un foglio di carta da forno, date ai biscotti la forma che preferite, nel nostro caso cornici barocche.
Adesso devono riposare in frigo per stabilizzare il burro prima della cottura a 180° in forno statico. Non devono colorarsi, ma essere appena cotti, in base allo spessore bastano circa 15'.
Lasciate raffreddare alla perfezione.
Ora, con un pennello, passate delicatamente il colorante dorato in polvere. Questo si depositerà soprattutto sui rilievi conferendo ulteriore tridimensionalità e preziosità alle cornici, Volendo, potreste legarle con nastrini di raso colorati a seconda dell'occasione ed appenderli... magari all'albero di Natale.

 
 


Buon appetito!
Francesca

martedì 23 ottobre 2012

Biscotti lollipop

Diverso tempo fa avevo acquistato gli stecchini per i leccalecca e non li avevo ancora usati. Sabato scorso, però, sono stata invitata ad una cena per il compleanno di mio cugino e ho pensato che l'occasione era abbastanza festosa per sfoggiare un articolo del genere.



Non è facilissimo maneggiare la frolla per realizzare queste girelle, ma il risultato mi è piaciuto molto. Ho preso l'idea dal sito di Giallo Zafferano, ma ho dovuto correggere la ricetta.
Invece del cacao potete usare del colorante alimentare e alternare la frolla neutra con una rosa o azzurra o...

Ingredienti:
500 g di farina 00
400 g di burro a temperatura ambiente
due tuorli a temperatura ambiente
200 g di zucchero a velo
20 g di cacao amaro
i semi ricavati da un baccello di vaniglia
un pizzico di sale

Preparazione:
Dividete in due tutti gli ingredienti tranne il cacao. Preparate la frolla bianca mescolando nell'ordine: burro, zucchero, uovo, vaniglia, sale e farina.
E ora la frolla al cacao: seguite lo stesso ordine di ingredienti inserendo il cacao prima della farina.
Lasciate riposare mezz'ora in frigorifero.
Da ora ricordate di lavorare con molta farina perchè si stacchi bene dalla spianatoia.
Stendete le due frolle tenendole alte mezzo centimetro  e cercando di conferire loro una forma a rettangolo più simili possibile tra di loro.
Ora sovrapponete le due frolle su un foglio di pellicola e ritagliatele in modo che i due rettangoli diventino uno solo a due strati di colori.
Arrotolate in modo da mantenere il lato maggiore steso, ovvero il vostro rotolo avrà la stessa lunghezza del rettangolo da cui è stato ricavato. Aiutatevi con la pellicola.
Lasciate riposare in frigo, avvolto dalla pellicola, per un'ora. Intanto preriscaldate il forno statico a 200°.
Tagliate il rotolo a fette spesse un centimetro/ un centimetro e mezzo. Inserite lo stecchino tenendo una mano sulla rotella per avere maggiore sensibilità sulla direzione che sta prendendo lo stecchino.



Sistemate i biscotti su una teglia con un foglio di carta da forno e infornate. Abbassate a 180°. Cuociono in 15'.
Lasciate raffreddare completamente e conservateli  in frigo prima di servire.

Buon appetito!

Francesca

venerdì 23 dicembre 2011

Torta morbida di datteri e noci su coulis di caco alla vaniglia e salsa allo zafferano.

Siete pronti per le feste? Addolciamoci la bocca con questa ricetta pensata giusto giusto per queste ricorrenze invernali, per smaltire un po' di rimasugli come datteri e noci. Il piatto si compone con una fetta di torta su una coulis di caco aromatizzato alla vaniglia e panna allo zafferano.

Voglio scusarmi per la scarsità delle foto, ma in questi giorni blogger non funziona e caricare le foto diventa un'impresa che richiede almeno un'ora l'una... comunque il procedimento è abbastanza semplice. Contattatemi se aveste dei dubbi!

Ingredienti per la torta
2hg di farina 00
2hg di zucchero
2 uova
2 hg di fecola
2he di burro
1 bicchiere di vino aromatico tipo la nostra Malvasia (sentirete come profuma la torta!)
1 bustina di lievito
16- 20 datteri
20 gherigli di noci già sgusciate.

Ingredienti per la coulis:

2 cachi
vanillina
1 cucchiaio di zucchero bianco
Ingredienti per la salsa alla panna:

panna da montare
pistilli di zafferano
1 cucchiaio di zucchero.

Preparazione:
Trasferite la panna fresca da montare un un contenitore dotato di tappo e mettete in infusione i pistilli per circa 8 ore. Mescolate delicatamente di tanto in tanto.

Preparate la torta seguendo le indicazioni per la torta di mele di Eva, qui. Quindi foderate con la carta forno una teglia. Io o scelto un pirex quadrato. Sulla carta, sistemate i gherigli di noce a metà, in modo che, versando l'impasto, vi si ritrovino incorporati. Aprite i datteri per denocciolarli e sistemateli sopra l'impasto spingendoli leggermente ma senza farli affondare. Infornate a 180° per mezz'ora circa. Lasciate raffreddare prima di servire.

La coulis, ovvero la salsa a base di frutta che sta a guarnire la torta, si prepara semplicemente frullando tutti gli ingredienti. Ovviamente è raccomandabile togliere la pelle del caco, ma se fosse troppo sottile in alcuni punti e non fosse possibile eliminarla senza offendere chi crede nei santi, nella Madonna e nella Santissima Trinità, basterà, previo lavaggio, frullarla. Io non l'ho tolta, non l'ho nemmeno passata al setaccio ed è venuta molto bene. Il vantaggio di frullarla qualche attimo in più consente di incorporare più aria ed ottenere una coulis più sofficie.

Per la panna: filtratela per togliere i fiori di zafferano e montatela, ma nn troppo, assieme allo zucchero.

Assemblate così: un quadratino di torta, un cucchiaio di panna a lato e la coulis dove vi pare: potrebbe essere sotto la torta, sopra eccetera... io l'ho lasciata lontano perchè mio marito non ama il caco.

Buon appetito!

Francesca

mercoledì 21 dicembre 2011

Terrina fredda di baccalà e broccoli

Questa terrina fredda dai due colori può essere un’idea per il menù di Natale perché si compone di baccalà (tipico sapore natalizio) e broccoli: verdura invernale per eccellenza. Per la sua assenza di carne potete servirla anche la sera della Vigilia. E' adatta sia come antipasto che come portata principale. L'idea della terrina mi venne il settembre trascorso a Parigi, in un ristorantino a Saint Germain, proprio mentre mi servivano una terrina di anatra... che dolci ricordi....

Ingredienti per una terrina: un filetto di baccalà dissalato, una cipolla gialla, pan grattato, quattro uova medie, mezzo limone, aglio, un broccolo grande o due piccoli, Parmareggio grattugiato .

Preparazione: Occupiamoci del filetto di baccalà. In commercio ne esistono di già dissalati. Il mio consiglio è, avendo tempo a disposizione, di acquistarlo da dissalare e dedicarsi a questa lunga operazione nell’intimità della propria casa. La vecchia scuola raccomanda di tenerlo per almeno ventiquattr’ore in un contenitore in modo che sia completamente sommerso d’acqua, e di lasciar scorrere un filo d’acqua continuamente, in modo da abbassare via via la concentrazione di sale dell’acqua. Onestamente, questo metodo mi sembra ecologicamente insostenibile. Io mi limito a cambiare l’acqua ogni due- tre ore e posso assicurare che il risultato si ottiene ugualmente. A questo punto occorre togliere ogni lisca rimasta. Effettuate quest’operazione con una pinzetta per sopracciglia da consacrare allo scopo. Ora, con un coltello adeguatamente elastico, staccate la pelle dalla polpa. Cominciate ad incidere dall’estremità più sottile e, con l’aiuto di un foglio di carta assorbente da cucina, afferrate saldamente la pelle mentre farete scorrere il coltello tra questa e la carne. Praticamente si staccano da sole. Potete replicare questa tecnica anche sul pesce fresco con risultati ancora più semplici da raggiungere. In una padella, stufate una cipolla tagliata finemente con poco olio, acqua e niente sale. Riducete a pezzi grossolani il baccalà e passatelo nel mixer con due uova intere, il succo di mezzo limone, tre cucchiai colmi di Parmareggio grattugiato  e quattro cucchiai colmi di pane raffermo  grattato. Azionate la macchina in maniera intermittente: la consistenza non deve sembrare una pappetta per neonati. Stendete questo primo strato direttamente sul fondo di una teglia per plumcake o pan brioche e lavate la ciotola del mixer.

E ora la base della terrina: mondate accuratamente il broccolo, gambi compresi. Ridotto a cimette, passatelo sotto abbondante acqua corrente per lavarlo. Evitando di sgocciolarlo troppo, mettetelo in una padella già calda che contiene olio extravergine d’oliva e due spicchi d’aglio senza camicia e spezzati in due.

Fatelo saltare qualche istante, quindi salate con oculata parsimonia, coprite e portate a termine la cottura: le cimette saranno più morbide ma sempre croccanti. Frullatele tenendo anche l’aglio con altri quattro cucchiai colmi di pan grattato e due uova. Stendete questo strato verde su quello bianco ed infornate a 180° per 35-40’.



Lasciate raffreddare in modo che lo strato alla base si stabilizzi. Al momento di servire, passate delicatamente un coltello ai bordi e rovesciate su un piatto da portata. Potete servire con un purè di patate e con una salsina a base di olio, prezzemolo, aglio e limone. Servite a temperatura ambiente.

La quennelle che vedete a lato, quella che sembra fatta di fango e puffo, in raltà era roquefort e panna fresca... buono, eh, ma non proprio allettante a vedersi...
Buon appetito,
Francesca

lunedì 19 dicembre 2011

Crema lenticchie con ricci di mare e tartufo

Con Jolene di Dolly Parton come sottofondo, comincio a scrivere la ricetta della crema di lenticchie. L'ho ideato per la sera della Vigilia di Natale che è "di magro". Il piatto in sè non presenta la minima difficoltà. Allora procuratevi questi ingredienti:

50 g di lenticchie a testa, carote, sedano, cipolla, olio extravergine d'oliva, aglio, ricci di mare, tartufo bianco o olio aromatizzato.

Preparazione: controllate se le lenticchie che avete comprato necessitano di ammollo. Se sì... pensateci per tempo, altrimenti procedete realizzando un trito di odori e mettendone un cucchiaio in una pentola con olio extravergine d'oliva. Lasciate appena imbiondire ed aggiungete le lenticchie, ammollate o no. Mescolate qualche minuto ed aggiungete l'acqua, in modo che le lenticchie siano coperte per almeno due dita. Portatele a cottura controllando spesso che non manchi acqua.

Una volta cotte, con un frullatore ad immersione riducetele in crema, sempre sul fuoco. Se la crema fosse troppo densa aggiungete acqua, se fosse troppo liquida tiratela un po'.

Il piatto si compone così: sistemate la crema sul fondo del piatto, al centro depositate un cucchiaio di polpa di ricci di mare.

Apro una parentesi a proposito. Era la prima volta che acquistavo la polpa già cotta e conservata al naturale. I ricci, io, me li sono sempre mangiati freschi, in Sicilia, possibilmente senza pasta, limone o altre diavolerie. Sono l'essenza del mare: marini senza essere salati, profumati, iodati, sublimi, deliziosi. Non potevo che rimanere delusa da quelli in scatola. MA alt! Ovviamente quelli che ho comprato all'Esselunga vanno benissimo come sugo per gli spaghetti o da usare in altre preparazioni... diciamo che così, a cucchiaiate, non me li mangerei, conoscendo quelli freschi ... possono comunque essere la scusa per cucinare qualcosa di nuovo.

Torniamo a noi, prima che la crema si raffreddi. Ultimate il piatto con qualche scaglia di tartufo (o con l'aroma) e dell'olio extravergine d'oliva.

Questo piatto mi è molto piaciuto. Intanto la sera mi fa piacere mangiare qualcosa di caldo, e poi ho abbinato sapori umili (la lenticchia) con altri opulenti (tartufo e ricci) che incuriosiscono.

Spero che possa stuzzicare anche voi.

Buon Appetito,
Francesca

mercoledì 23 novembre 2011

L'albero a merenda

Stamane mi sono svegliata con una premonizione incombente. Appena posati i piedi a terra ero già sicura che oggi avrei combinato qualcosa relativo al Natale. Forse qualcosa di utile come pensare al menù della vigilia? Qualcosa di ingegnoso per la mia cena letteraria a tema Alice nel Paese delle Meraviglie? Certo che no! In realtà è da quando ho visto la pubblicità della nuova location dei mercatini natalizi a Guardamiglio che non vedo l'ora di andare a farci un giro, ma ciò risulta inutile se prima non faccio l'albero. E così, con una sola settimana d'anticipo sul mio calendario tradizionale, oggi pomeriggio l'ho addobbato. Dovete sapere che il mio albero è davvero bellissimo. Con grandissime palle di vetro verde e poi palline beige e color perla... moooolto chic!



Il tutto si è trasformato in un'occasione gourmand con un buonissimo tè bancha aromatizzato con fiori di gelsomino. L'ho comprato da Eataly, è de La via del tè. Profumatissimo.





Per "tenermi su" ecco una selezione di piccola pasticceria direttamente dalla Tunisia.

Comprende: palline di frutta secca ricoperte di granella di nocciola, ciambelline ai pistacchi, ciambelline ricoperte di pasta aromatizzata alla rosa, rombetti di pasta fillo con strati di pasta di mandorle e miele, gherigli di noci che racchiudono pasta di mandole, e due tipi di palline a base di mandorle, aromatizzate alla rosa e decorate con oro alimentare. Credetemi: de-li-zio-si. Anzi, mi sono alzata giusto ora per prenderne un altro (la ciambellina ai pistacchi!!!)

Così supportata sono arrivata al risultato: quasi finito, mancano ancora nastri e altre decorazioni.

Mi è piaciuto anticipare il Christmas mood, e ora credo di essere pronta per provare nuove deliziose ricette!
Buoni preparativi a tutti!
Francesca

mercoledì 6 aprile 2011

Colomba pasquale

La Colomba di Pasqua è il dolce pasquale per eccellenza. Pur avendo origini alto medioevali, la forma che conosciamo è stata inventata in tempi relativamente recenti e cioè con la produzione industriale.



Come per il panettone, sconsiglio l’acquisto di prodotti da supermercato per privilegiare quelli artigianali, ma, meglio ancora, vi consiglio di farvelo da voi. Incredibile ma vero, fare una colomba in casa non è né complicato né dispendioso. Certo, i tempi di lievitazione sono lunghi, ma non siete certo obbligati a stare a fissare la vostra colomba durante le 16 ore di lievitazione! Per non parlare dell’impasto, che non è per niente complicato da realizzare a mano.
Considerando che mi piace l’idea di mangiare la Colomba per la colazione di Pasqua, creerò per voi una tabella di marcia con gli orari precisi delle lievitazioni e dei vari impasti in modo che si inforni la colomba la mattina di Pasqua, presto, in modo da poterla mangiare come sontuosa colazione o in modo che sia ben raffreddata per il pranzo, nel caso in cui qualche sconsiderato desideri rovinarla con delle salse. Una salsa può andare su un prodotto mediocre, ma questa colomba è la quintessenza della perfezione.
Ho calibrato gli ingredienti in modo che non ci siano troppi canditi e che non sia troppo dolce. Insomma, l’impasto è il re. Stessa cosa dicasi per la glassatura: è piacevolmente dolce, ma non stucchevole.
Fondamentale: lo stampo di carta. Andate in un negozio di materiali cartacei. Per noi piacentini: da Sgorbati e prendete quello da un chilo.


Ingredienti:
  -impasto:
250 g di farina 00
250 g di farina manitoba. Userete la manitoba perché aiuta molto nelle lievitazioni.
Una bustina di lievito di birra secco che è da preferirsi grandemente a quello in cubetti perché non deve preoccuparsi di sbalzi termici (la catena del freddo gli fa un baffo) è più staile e sicuramente vivo.
100 ml di latte
70 g di canditi d’arancia
Una fialetta di aroma d’arancia (opzionale, per chi vuole strafare. Io non l'ho messa perchè adoro il profumo del lievito e non mi va che venga coeprto troppo)
Vanillina
3 tuorli
3 uova. Estraete le sei uova dal frigo la mattina in modo che siano a temperatura ambiente quando le inserirete nell’impasto. Non scordatevelo: le uova fredde rovineranno tutto. Io ve l’ho detto.
250 g di burro a temperatura ambiente. Tiratelo fuori assieme alle uova.
160 g di zucchero semolato
Miele

 -glassatura
3 albumi
70 g di farina di mandorle
70 g di zucchero a velo vanigliato
50 g di mandorle non spellate
50 g di granella di zucchero

Preparazione:

Ore 14.30: radunate gli ingredienti. In una ciotola davvero molto capiente e che possegga il suo coperchio, preparate il lievitino così: intiepidite 50 ml di latte. Solo tiepido, se è caldo ammazza il lievito. Sciogliete nel latte tiepido la bustina di lievito. Pesate i 160 g di zucchero che useremo, tenetelo da parte e da questa quantità toglietene due cucchiaini per scioglierlo nel latte e lievito.
Unite 100 g di farina 00 e mescolate fino ad ottenere una palla soda. Lavoratela finchè non diventa liscia.



Coprite col coperchio e mettete a lievitare al sole per 30 minuti.



15.10: Unite gli altri 150 g di farina e il latte rimasto. Lavoratela finchè non diventa liscia.



Coprite col coperchio e mettete a lievitare al sole per 30 minuti.



15.50: Aggiungete 125 g di manitoba, 60 g di zucchero e 80 g di burro morbidissimo ma non liquido. Lavorate fino a rendere il tutto omogeneo, elastico e liscio.
Coprite col coperchio e mettete a lievitare al sole per 2 ore.


17.10: Unite gli ingredienti rimasti: 125 g di manitoba, 170 g di burro, un pizzico di sale, lo zucchero rimasto, una cucchiaiata di miele, la vanillina, la fialetta di aroma all’arancia, le uova intere, i tuorli, i canditi. Ogni volta che aggiungete un ingrediente, il precedente dovrà essere perfettamente amalgamato. Quest’operazione richiederà circa un quarto d’ora per essere eseguita a puntino. Ora l’impasto risulterà morbido, non più elastico come prima, non preoccupatevi, è giusto. Al massimo aiutatevi con un paio di cucchiaiate di farina 00.
Coprite col coperchio e mettete a lievitare al caldo per 6 ore. Finchè non tramonta il sole potete lasciare la ciotola sul balcone, poi avvolgetela in una coperta. Tre anno fa ho ceduto alla follia di tenere acceso il forno a 30° per tutta la durata della lievitazione. Non lo consiglio, la pasta si secca.

23.30: prima di andare a letto, lavorate l’impasto brevemente, in modo che perda parte della gonfiezza, e mettetelo nello stampo, livellando bene.



Ho tenuto lo stampo nel forno. Spento, ovviamente! Sistemate sotto lo stampo un foglio di carta forno perché durante la notte la crescita potrebbe far uscire dallo stampo un poco di pasta. Preparate anche la glassa, in modo da non doverlo fare domattina. Con una frusta amalgamate gli albumi, la farina di mandorle e lo zucchero a velo vanigliato.



A parte pesate anche le mandorle e la granella e conservatele al chiuso perché non prendano aria.

07.30: sveglia! Accendete il forno a 180° (se lo stampo era in forno toglietelo!). Ora l'impasto ha finito di lievitare.



Quando il forno è a temperatura sistemate la glassatura sull’impasto (se durante la notte è cresciuto tanto da debordare non preoccupatevi, riprendetelo e risistematelo nello stampo).



Non fate la copertura con la glassa troppo presto perché se no schiaccerà l’impasto o cadrà in giro. Per ultimo aggiungete le mandorle e la granella.



Infornate avendo cura di tenere un foglio di carta forno sotto lo stampo perché sicuramente qualcosa cadrà. Cuoce in trenta minuti. Dopo la cottura tenete chiuso il forno spento per 10 minuti. Quindi aprite lo sportello di pochi centimetri e lasciate intiepidire fino al momento della colazione.



I vostri familiari saranno svegliati dal dolce aroma della Colomba!

Tagliandola, la glassa risulta croccante, e l’impasto umido, soffice e poroso. La lunga lievitazione conferisce leggerezza e ariosità all’impasto.



Buon appetito

Francesca


Preparate anche voi l'albero di Pasqua con un ramo di nocciolo e decorazioni a piacere


mercoledì 16 marzo 2011

Menù tricolore

C’è un sentimento che nessuna delusione politica, culturale o economica riesce a cancellare. Parlo del mio istinto patriottico. Trovo bello festeggiare l’Unità d’Italia e, nonostante tutto, sono fiera di essere italiana. Sono una di quelle che si commuove quando sente l'Inno di Mameli e che si arrabbia quando ci svergognamo agli occhi del mondo. Nel mio piccolo, ecco il mio contributo per i festeggiamenti che vedranno il loro culmine domani: un menù tricolore da approntare in pochi minuti e con poca spesa.
Vorrei suggerirvi anche una maniera per decorare con semplicià la vostra tavola. Riesumate la bandierona dell’Italia dei mondiali di calcio ed usatela come tovaglia. Se è piccola sistematela in diagonale sopra ad una tovaglia bianca. Io, che non l'ho trovata, ho usato due tovaglioli di carta rossi e due verdi, lasciando uno spazio al centro. Utilizzate gli stessi tovaglioli e distribuiteli a vostro piacimento. Se avete tempo di creare un centrotavola riempite per un terzo un vaso trasparente con dei friggitelli che sono peperoni piccoli, verdi e dolci (domani li cucinerete), per un altro terzo di riso soffiato, o meringhe, infine appoggiate sul bordo un grappolo di pomodorini, in modo che questi cadano in parte dentro e in parte fuori.

Per preparare tutto il menù ed apparecchiare ho impiegato solo un'ora! Domani alcuni supermercati sono aperti, l'Esselunga di sicuro. Potrebbe essere una buona occasione per passare, cucinando, un po' di tempo in famiglia!

















Antipasto: Elmetti di Scipio di bresaola, Philadelphia e basilico.
Ingredienti: tre fette di bresaola per ogni commensale, una o due confezioni di Philadelphia, una bella confezione di ciuffetti di basilico, pepe bianco, olio extravergine, erba cipollina.
Preparazione:
In una ciotola amalgamate la Philadelphia con l’olio e il pepe. Deponete un cucchiaino colmo di composto al centro della fetta di bresaola

e piegatela a metà nel senso in cui è più lunga;

ripiegate anche i bordi laterali.

Fissate la forma data con l’erba cipollina.

Ora, mettete in piedi i vostri “elmetti” schiacciando alla base come fosse un uovo di Colombo: la crema permetterà loro di stare in verticale. Terminate infilando nella crema, tra i lembi superiori di bresaola che abbiamo lasciato aperti, un bel ciuffetto di basilico: darà l’idea del piumaggio decorativo.


Primo: Reginette Margherita con pesto di rucola e altre italianità
Ingredienti: pasta reginette, rucola fresca, olio extravergine, Parmigiano grattato, pepe, pomodorini Pachino, mandorle senza buccia, pinoli, noci, aglio, sale.
Come prima cosa fate cuocere la pasta. Intanto frullate la rucola (una grossa manciata a testa) con l’olio (un cucchiaio a testa), uno spicchio d’aglio, un cucchiaio di Parmigiano grattugiato a testa. In una padella fate andare a fuoco vivace olio e aglio. Aggiungete due cucchiai rasi di gherigli di noci spezzettati grossolanamente, due di pinoli e due di mandorle.

Quando saranno tostati mettete  i Pachino interi. Quando la pasta è pronta scolatela e fatele fare un salto in padella.

Prima di impiattare preparate sul fondo una base col pesto.

Se vi piace, è il momento del peperoncino.


Secondo: La bandiera Italiana è quasi una caprese.
Ingredienti: mozzarella di bufala, rape già cotte (se non vi piacciono accontentatevi di pomodori), insalata verde a vostro piacimento, olio, sale, aceto, origano
Preparazione:
Condite l’insalata secondo il vostro gusto e disponetela a sinistra in un grande piatto da portata. Cercate di conferire all’insalata la proporzione che occupa il verde nella nostra bandiera. Sistemate la mozzarella a fette in modo che occupi la stessa superficie dell’insalata e conditela con sale, olio e origano. A destra terminate la bandiera con le fette di rapa (o pomodoro) condite con olio e sale. Portate in tavola e intonate l’Inno di Mameli.


Dolce: Libiamo ne’ lieti calici con sorbetto al limone.
Ingredienti: sorbetto al limone (per i più viziosi: aggiungete un goccio di spumate), fragole per decorare e foglie di salvia da sminuzzare.
Preparazione:
Consiglio il sorbetto pronto supponendo che non abbiate tempo o la gelatiera per produrlo. Ovviamente se potete farli in casa, come delle vere massaie italiane, avranno più gusto e valore. Semplicemente sistemate il sorbetto (e lo spumante) in calici da spumante. Tagliuzzate per ogni calice una foglia di salvia ben lavata: ha effetti digestivi. Decorate incidendo una bella fragola e incastrandola sul bordo del bicchiere.


Vino consigliato: spumante italiano a cascata su tutto il pasto! E’ un’occasione speciale!
Buon appetito
Francesca